ext_84794: Kate Todd (sherlock)
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Un'altra breve storia dedicata alla mia passione del momento...


Titolo: Tradizione
Genere: generale, amicizia
Rating: per tutti
Personaggi: John Watson, Sherlock Holmes, DI Lestrade
N. parole: 629


John Watson aveva appena finito un lungo turno alla clinica ed era stanco e infreddolito. Tutto quello che desiderava quella sera era di poter sprofondare sul divano e rilassarsi davanti alla tv. Sogno improbabile dal momento che quando non aveva un caso da risolvere Sherlock raramente si sistemava altrove.
Il divano era miracolosamente libero. Il suo coinquilino era rannicchiato in poltrona, intento a pizzicare distrattamente le corde del violino con espressione cupa. Il rumore di sportelli aperti e richiusi attrasse l'attenzione del dottore verso la cucina. Volse lo sguardo in quella direzione, aspettandosi di vedere la signora Hudson che, nonostante tutte le sue proteste, impersonava spesso una efficiente governante, invece si trovò davanti Lestrade. L'ispettore gli rivolse un sorriso compiaciuto mentre sventolava una mano, su cui era impossibile non notare il guanto di lattice, e tornò a rovistare tra i barattoli.
- Perché nessuno mi ha detto che c'era un caso? - chiese John passando lo sguardo da uno all'altro. Ormai le finte retate erano familiari come il telegiornale della sera.
- Non c'è nessun caso, - borbottò Sherlock, continuando a maltrattare il violino.
Il dottore sospirò rassegnato, prima di chiedere:
- Allora cosa hai fatto questa volta per infastidire Scotland Yard?
- E' quasi natale, - rispose al posto suo Lestrade, come se questo spiegasse tutto.
John non capiva che nesso ci fosse.
- E' per questo che manca la solita folla di volontari? - chiese perplesso.
Lestrade lo guardò curiosamente, poi si rivolse a Sherlock.
- Non glielo hai detto?
- Non lo riguarda, - rispose seccamente il giovane mentre una serie di suoni striduli uscivano dal suo strumento.
John sbuffò e si accomodò sull'altra poltrona, prima di chiedere, spazientito:
- Uno di voi sarebbe così gentile da spiegarmi il perché di questa improvvisata?
Ci fu uno scambio di sguardi, seguito da altri suoni discordanti che evidenziavano tutta la contrarietà del suo coinquilino. Lestrade scrollò le spalle, il suo buon umore in contrasto con l'espressione torva e risentita di Sherlock.
- Fa parte del nostro accordo. Una volta l'anno controllo veramente che il nostro amico sia pulito e in cambio lui ha il permesso di mettere il naso nelle mie indagini per tutto l'anno seguente, - spiegò l'ispettore.
Watson osservò attentamente entrambi. Sherlock si stava comportando come un ragazzino a cui un genitore stava facendo una inutile predica mentre Lestrade era rilassato e sorridente.
Come un padre orgoglioso dei risultati di un figlio ribelle.
Era uno strano pensiero ma si adattava al complesso rapporto tra i due uomini. La pazienza e disponibilità dell'ispettore verso il suo imprevedibile coinquilino andava ben oltre un rapporto di lavoro e sapeva che Sherlock ammirava, seppure a modo suo, il poliziotto. John sentiva che c'era una storia dietro tutto questo, legata alla passata dipendenza di Sherlock da qualsiasi droga avesse scelto per combattere la noia. Una storia che non aveva bisogno di conoscere. L'importante era che il brillante consulente investigativo avesse superato quella fase e avesse trovato in Lestrade un buon amico, anche se non lo avrebbe mai ammesso.
Si alzò e andò a frugare tra le carte sparse sulla scrivania.
- Ispettore, le andrebbe di cenare con noi? Magari potrebbe persino convincere Sherlock ad assaggiare qualcosa, - propose sventolando il menù del ristorante cinese in fondo alla strada.
Lestrade esitò ed entrambi si volsero a guardare Sherlock che, posato il violino, aveva unito le mani sotto il mento e li scrutava attentamente.
- Se non lo è, dovrebbe fare parte della tradizione, - sostenne John, sperando così di convincere l'amico.
Sherlock fece un breve cenno di assenso e strappò il menù dalle mani del dottore.
- D'accordo, ma voglio sapere tutto dell'omicidio di cui parlavano ieri nelle news.
Gli altri due sorrisero, tutto era assolutamente normale al 221b di Baker Street.

Fine

3 dicembre 2010

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